CARRELLO:
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Opera in 4 atti di Giuseppe Verdi

Libretto di Antonio Ghislanzoni
Direttore d'orchestra Julian Kovatchev
Regia Carlus Padrissa e Alex Ollé / La Fura dels Baus
Scenografo  Roland Olbeter
Costumista  Chu Uroz
Assistente alla regia Valentina  Carrasco

Aida è l’opera simbolo dell’Arena di Verona, vero e proprio colossal: un successo senza tempo che, grazie all’alchimia tra la musica di Giuseppe Verdi e il palcoscenico più grande del mondo, crea una magia immortale ricca di esoticità. Aida combina le pietre antiche dell’anfiteatro romano con le piramidi egizie, gli obelischi riccamente ornati di geroglifici, le imponenti sfingi, e colora Verona con il bianco abbagliante del deserto e l’azzurro intenso del Nilo, in una messa in scena davvero spettacolare.

La storia è semplice: quella di un uomo, il condottiero egiziano Radamès, amato da due donne, Aida, la schiava figlia del re etiope Amonasro contro cui l’Egitto è in guerra, e Amneris, la principessa egizia promessa sposa di Radamès. Entriamo con le note di una musica maestosa e nobile, ricca di estremi di quiete e tempesta, nel travaglio interiore della protagonista Aida, vittima predestinata divisa tra la passione per Radamès e il timore di vedere il suo amato combattere contro il proprio popolo. Non è una femme fatale e nemmeno un archetipo femminile, ma un personaggio che sta in tutte le donne per il suo stoicismo e la grandezza d’animo.

All’Arena di Verona Aida e Radamès diranno addio alla vita scegliendo di condividere la loro passione nella morte e rendere immortale il loro amore