CARRELLO:
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Tragedia giapponese in 3 atti di Giacomo Puccini

Libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica 

Direttore d'orchestra Marco Armiliato

Regia Franco Zeffirelli

Un dramma orientale

Nell'estate del 1900 Puccini aveva assistito a Londra alla rappresentazione in un unico atto della Madama Butterfly dell'americano David Belasco, a sua volta ispirato al breve racconto omonimo di John Luther Long. Affascinato dalla triste vicenda umana della protagonista e dall'ambientazione esotica nell'estremo Oriente, in voga negli ambienti letterari e teatrali del XIX secolo, Puccini, già reduce dal trionfale successo della Tosca, iniziò la composizione della Butterfly nel 1901 e affidò la stesura del libretto a Luigi Illica e Giuseppe Giacosa
Il Giappone, terra di incanti e di misteri, e il fascino dell'Oriente cominciavano in questi anni ad influenzare la cultura europea, soprattutto nei salotti dell'alta borghesia e negli ambienti artistici. La cornice orientale e gli impulsi culturali esterni influenzarono radicalmente i gusti di Puccini, il quale compì un laborioso lavoro di ricerca e documentazione sulle musiche e strumenti giapponesi prima di accingersi alla composizione. Per la recitazione, Puccini seguì i preziosi consigli della famosa attrice teatrale Sada Jacco, mentre per le scene e l'ambientazione si fece guidare dalla moglie dell'allora ambasciatore giapponese in Italia.
Nel 1902 venne avviata l'orchestrazione del primo atto, ma nel febbraio del 1903 la composizione fu interrotta a causa di un incidente automobilistico che obbligò l'autore ad una lunga e dolorosa convalescenza. Solo dopo numerose pause e rifacimenti la Madama Butterfly venne completata, nella versione in due atti auspicata da Puccini, nel dicembre del 1903.
La prima rappresentazione avvenne il 17 febbraio 1904, con grande attesa di tutti, al Teatro alla Scala a Milano. Fu un totale insuccesso, definito dallo stesso Puccini "un vero linciaggio". La clamorosa caduta della Butterfly, portò all'interruzione immediata delle rappresentazioni e a una serie di tagli radicali e revisioni, che resero l'opera più proporzionata e alleggerita. Le maggiori modifiche vennero fatte sul primo atto mentre il secondo, eccessivamente lungo, venne suddiviso negli attuali secondo e terzo atto. Puccini riportò così la stesura all'originaria concezione dei tre atti ed è in tale versione che oggi l'opera si rappresenta.
A distanza di poco più di tre mesi, il 28 maggio 1904 la nuova Madama Butterfly venne rappresentata al Teatro Grande di Brescia, e questa volta fu un enorme successo. Sebbene molto vicina alla versione che si ascolta oggi sulle scene, l'opera subì ancora qualche modifica da parte di Puccini, il quale ritornò più volte sullo spartito a distanza di tempo. Si dice che ne esistano ben quattro diverse edizioni a stampa.