CARRELLO:
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Felicità interna lorda
Teatro Camploy - Via Cantarane 32 - Verona

coreografia e regia Laura Corradi
assistente coreografa Midori Watanabe
disegno luci e allestimenti scenici Alberta Finocchiaro
direzione organizzativa Augusto Radice
promozione Lavinia Scalori
produzione Estate Teatrale Veronese / Festival Corti in movimento - Le piazze che danzano-Sassari
con il sostegno di MIBAC, Dipartimento Spettacolo Regione del Veneto-ARCO

interpreti Marco Mantovani, Alberto Munarin, Carlotta Plebs, Midori Watanabe

Che cos’è la felicità? Esiste? Come raggiungerla, riconoscerla, meritarla? Da Epicuro a Seneca, da Leopardi ai filosofi antichi e contemporanei, ogni essere pensante di ogni tempo ha espresso almeno una domanda che riguardasse la felicità. E l’ha certamente cercata per se stesso.
La felicità è un argomento che interessa tutti, anche chi non si lascia mai il tempo per riflettere sul senso della vita, efficiente e produttivo a tempo pieno. Ma il profitto, alla fine, è ben poco gratificante se l’uomo che lo persegue è infelice (del resto un uomo felice è anche più efficace sul suo lavoro). Inoltre pure la qualità delle nostre relazioni è determinata dal nostro essere felici o infelici. Viene spontaneo parlarne così, in termini di redditività, forse perché la FIL (“felicità interna lorda”) è facilmente collegabile al PIL, concetto molto più conosciuto.
Ma in cosa consiste la felicità? In aspettative di vita, cultura, salute, sicurezza e libertà oppure va cercata dentro di noi, sconfiggendo la solitudine, nell’amore che possiamo donare agli altri? Qualcuno dice che sia qualcosa che ritorna a te dopo che l’hai cercata per qualcun altro, che non bisogna perseguirla direttamente perché è una specie di riflesso che torna quando meno te lo aspetti. Perché tante volte quello che ci rende felici non è avere quello che vogliamo ma sognarlo.

Lo spettacolo parla attraverso un linguaggio fisico sempre fortemente in primo piano. La ricerca nel movimento e nelle sue diverse qualità si snoda attraverso domande , risposte e momenti di perplessità. Due donne e due uomini si interrogano, si illudono, si incoraggiano in un percorso di ricerca di una felicità senza nome, condotti da un desiderio che non li abbandona. Quattro personalità molto diverse tra loro, con modalità di ricerca della soddisfazione spesso contrastanti. Perché la via per arrivare alla meta non è mai lineare e diretta e nemmeno sempre uguale a se stessa.