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(Domenica) 17:00

 
IGOR STRAVINSKY – HISTOIRE DU SOLDAT
(per i 100 anni dalla prima rappresentazione)
WINDKRAFT ENSEMBLE
KASPER DE ROO direttore
LUIGI MAIO il Musicattore
Storia da leggere, recitare e danzare in 2 parti
musica di Igor Stravinskij
libretto di Charles-Ferdinand Ramuz
prima rappresentazione 28 settembre 1918 Teatro Municipale di Losanna

 
L’opera “L’histoire du soldat”, definita da Stravinskij stesso come «la folle iniziativa», nasce da un intreccio teatrale con pochi strumenti e personaggi, senza canto ed una narrazione senza scena. Composta negli ultimi giorni prima delle guerra, trae spunto da due fiabe russe: “Il soldato disertore e il diavolo” e “Un soldato libera la principessa”, che rimandano al mito di Faust. La storia raccontata è quella di un soldato, Joseph che cede il suo violino al diavolo in cambio di un libro contente indicibili ricchezze. Il diavolo propone al soldato un patto: resteranno tre giorni insieme durante i quali Joseph gli insegnerà a suonare il violino e lui insegnerà a Joseph a leggere il libro. Il soldato accetta ma allo scadere dei tre giorni, quando sta tornando finalmente a casa, Joseph si rende conto che in realtà sono passati tre anni: la sua ragazza si è sposata e ha un figlio con un altro. Le ricchezze che ha ottenuto, inutili, torneranno al diavolo che, anche se sconfitto, si prenderà la sua rivincita. Sarà una partita a carte a cambiare il corso della storia: il soldato riuscirà a far ubriacare il diavolo sopraffacendolo.
“L’histoire du soldat” è frutto della collaborazione di Stravinskij con un gruppo di artisti locali del cantone di Vaud e con lo scrittore Charles-Ferdinand Ramuz. Il lavoro nasce a causa di necessità economiche: Stravinskij, in esilio dal suo paese, infatti stava cercando soluzioni per guadagnare denaro ed assieme a Ramuz idearono un’opera di ridotte dimensioni da portare facilmente in tournée nelle città di provincia della Svizzera. Stravinskij sceglie un racconto popolare russo dalla raccolta di fiabe primitive di Alexander Afanas’ev, che era stata oltretutto materiale di ricerca anche per “L’uccello di fuoco” e “Petruška”. Ramuz lo trascrive in versi francesi in rima, eliminando l’originale contesto russo in favore di un’ambientazione universale con riferimenti alla Svizzera contemporanea. Ramuz nel suo lavoro altera significativamente la trama, aggiungendo in maniera abbastanza didattica tocchi di morale calvinista, entrando così in contrasto con le opere di Stravinskij sino a quel momento della sua carriera.
 
LUIGI DI MAIO porta in scena lo spettacolo “L’Histoire du Soldat”, suo cavallo di battaglia, alla riscoperta filologica del «Teatro da Camera» (a cui spesso affianca il suo “Teatro Sinfonico”©) nello Spazio Factory del Macro Testaccio a Roma.
Capolavoro di Igor Stravinsky su testo di Charles-Ferdinand Ramuz, scritto e musicato con profetica intuizione, “L’Histoire du Soldat” è una favola esemplare e divertente che, sposando la farsa alla tragedia, sembra anticipare l’impasse in cui si trova oggi la cosiddetta società dell’immagine: un’immagine desolante quanto quella del Soldato ignorante che, irretito dal Diavolo, cede il suo violino (ovvero l’anima) in cambio di una ricchezza illimitata.
Con questo particolare genere di teatro musicale, in particolare, Maio ha riscattato “L’Histoire du Soldat” dall’etichetta di ‘contaminazione’, restituendo al capolavoro di Stravinskij e Ramuz la dignità di Kammerspiele, «Teatro da Camera» appunto, di cui Maio – attore, cantante e pianista/compositore – è acclamato portabandiera. Dal Teatro alla Scala di Milano al Petruzzelli di Bari, da Oporto a Londra, Maio porta in scena questo capolavoro rappresentandolo in chiave trasformistica e in diverse lingue, in una edizione che ha ricevuto il Premio dei Critici di Teatro 2004/2005 e le lodi di Marie Stravinsky.
Luigi Maio porta infatti scena “L’Histoire du Soldat” in rappresentanza italiana della Fondation Igor Stravinsky di Ginevra, presieduta da Marie Stravinsky, bisnipote del genio musicale (e teatrale) di San Pietroburgo.
L’Histoire du Soldat è uno spettacolo emblematico, semplice e profondo insieme, un capolavoro senza tempo che l’estro poliedrico di Luigi Maio rende accessibile a tutte le età. Esaltando il tema del «Doppio» in una messinscena essenziale, mutando voce e mimica per passare dal timido Soldato al ghignante Diavolo, Maio è divenuto inoltre Testimonial UNICEF per aver avvicinato anche i più piccoli al teatro e alla musica ‘colta’, ricevendo il premio della critica per aver sottolineato, col suo allestimento, la valenza anche drammaturgica del “Soldat” di Igor Stravinsky, un’opera che ha rivoluzionato non solo la musica, ma anche il teatro del Novecento. Cosicché “L’Histoire” di Maio è divenuta oggetto di saggi e tesi di laurea, mentre il CD che ha inciso con “i Solisti della Scala” per la rivista Amadeus è andato in esaurimento, giungendo alla quarta ristampa.
Per il centenario de “L’Histoire du Soldat” vedremo Maio dare voce a tutti i personaggi – Diavolo, Soldato, Narratore, Vecchina e Principessa – in un avvincente gioco trasformistico che coinvolgerà persino i musicisti sul palco.
«In un’era di specializzazione, mi sono specializzato in poliedricità». Così scherza Luigi Maio, “Musicattore”® secondo il suo marchio registrato che sintetizza la competenza teatrale e musicale dell’eclettico artista genovese.
Maio sta creando un nuovo pubblico (trasversale per età, gusto e cultura), creando una speranza concreta nel panorama teatrale sempre più minato dalla crisi economica e culturale.