CARRELLO:
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LE CONCERT DES NATIONS

LA CAPELLA REIAL DE CATALUNYA

JORDI SAVALL direttore

MARIA BEATE KIELLAND, Juditha
RACHEL REDMOND, Vagaus
MARINA DE LISO, Holofernes
LUCÍA MARTÍN-CARTÓN, Abra
KRISTIN MULDERS, Ozias
                             

Antonio Vivaldi: JUDITHA TRIUMPHANS RV 644, Oratorio in due atti per soli, coro misto, orchestra e basso continuo (Venezia Ospedale della Pietà, 1716)

Destinata soprattutto ad un ensemble di voci femminili, JUDITHA TRIUMPHANS è l’unico oratorio superstite dei quattro composti da Vivaldi. L’occasione perfetta per riscoprire una delle opere più belle de “Il Prete Rosso”.

SINOSSI

Prima Parte
Il re assiro Nabucodonosor ha inviato nella città di Betulia il proprio esercito, capeggiato da Oloferne, per costringere gli Ebrei a pagargli i tributi. La giovane e pia vedova Gitiditta esce dalla città assediata in compagnia dell’ancella Abra per recarsi nel campo nemico e implorare la grazia. Vagaus, scudiero di Oloferne, incontra le due donne e le conduce al cospetto del generale assiro il quale, folgorato dalla bellezza di Giuditta, invita la donna a un banchetto. Giuditta, intimorita, chiede aiuto ad Abra e quest’ultima la rassicura dimostrandole fedeltà e devozione.

Seconda Parte
A Betulia il sacerdote Ozias spera nel successo della missione di Giuditta e si augura che l’impresa possa compiersi prima dell’alba. Intanto, nel campo assiro, Oloferne dichiara il proprio amore a Giuditta, che confessa con falsa umiltà di non sentirsi all’altezza delle sue attenzioni. Poi, avendo compreso che Oloferne non intende concedere la grazia al popolo di Betulia, l’eroina decide di accettare di partecipare al banchetto ma, quando Oloferne si addormenta ubriaco, chiama Abra e Vagaus all’interno della tenda; lo scudiero porta via i resti del banchetto e, ignaro delle reali intenzioni di Giuditta, affida Oloferne alle cure delle due donne. Mentre Abra rimane di guardia, l’eroina rivolge dapprima una preghiera a Dio poi decapita Oloferne e lascia con l’ancella il campo nemico. Quando Vagaus scopre il cadavere di Oloferne invoca le Furie, gridando vendetta contro gli Ebrei; intanto Ozias, vedendo Giuditta che fa ritorno a Betulia, intona un canto di ringraziamento.