CARRELLO:
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L’adattamento di Franco Branciaroli del Moby Dick di Herman Melville, con regia di Luca Lazzareschi, è la seconda proposta di prosa (4,5 e 6 luglio). Una prima nazionale assoluta con la Compagnia del Teatro de Gli Incamminati e Franco Branciaroli nel ruolo del capitano Achab. Numerosi sono i riferimenti, le ispirazioni e i richiami letterari che è possibile ritrovare nel romanzo di Melville: dalla Bibbia a Dante, fino a Shakespeare per quanto riguarda i monologhi, le riflessioni morali, le caratterizzazioni, la costruzione drammatica di scene e dialoghi. “Racconto della spasmodica caccia alla balena bianca, creatura delle profondità marine, simbolo polisemico e ineffabile, incarnazione del male, caos a cui dare un ordine, proiezione esterna dell’Io del capitano Achab, la cui lotta contro Moby Dick è sete di vendetta e allo stesso tempo volontà di annientamento di se stesso e ribellione contro Dio - spiega il regista Lazzareschi - Achab, figlio degenere di Prometeo, di Faust e di Edipo, eroe tragico plasmato dalla follia, dal dolore e da incontenibile hybris, assume in sé molte delle caratteristiche di alcuni dei più grandi personaggi shakespeariani: Prospero, Macbeth, Riccardo III, Amleto, Lear.” “Branciaroli nel suo adattamento teatrale - continua Lazzareschi - estrae dal Moby Dick un nesso drammaturgico tra Melville e Shakespeare, restituendo appieno la potenza simbolica, evocativa ed insieme realistica del romanzo. Con lui dieci attori interpretano i tanti personaggi del dramma, affidandosi alla forza della parola di Melville e, attraverso l’epico racconto di Ismaele – unico superstite del naufragio – rivivono il viaggio iniziatico dell’equipaggio del Pequod il cui destino è segnato dall’ossessiva lotta di un uomo contro l’incarnazione di tutte quelle forze malvagie da cui alcuni uomini profondi si sentono divorati”