CARRELLO:
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MORGAN

Faber poeta in musica

Un evento unico, nota per nota, verso per verso, omaggio all’arte poetica di Fabrizio De André

Concerto ideato per il Festival della Bellezza, un percorso ricercato attraverso le note e i testi di De André, vestiti di nuovi arrangiamenti che tessono in modo raffinato l’affascinante alternarsi e fondersi di stili, classico e barocco, rock e sinfonico, epico e lirico.
Da artista trasformista, sopra e dentro le righe, estroso e colto musicista, Morgan si immerge nel pathos e nei personaggi delle canzoni, celebri e emblematici come l’amico fragile, il generale di vent’anni o il musicista Jones, e l’amore stesso, che viene e va, o perduto per sempre. Con eleganza e originalità affronta temi e sentimenti cari a Faber: la spiritualità e la guerra, la follia e gli amori, riflessi in un universo musicale e poetico variegato e ricco di un’umanità a cui De André ha saputo dare voce, elevando la canzone a prestigiosa forma d’arte.
Tutto nel segno dell’arte poetica e musicale: la chitarra acustica incontra le sonorità degli archi e dei sintetizzatori, il piano elettrico entra a scandire le note, mentre alcuni brani si dilatano, assumono forme nuove, per spostare ancor più l’accento sulla pura poesia dei testi.
Le direzioni ostinate e contrarie del giovane ribelle glamour e dell’anarchico poeta della canzone italiana tornano dunque a incrociarsi dopo il successo del cover concept album Non al denaro, non all’amore né al cielo, ripercorrendo quelle che Morgan individua come diverse fasi della produzione del cantautore genovese: quella delle “canzoni sparse”, in cui De André riprende i vecchi madrigali, le canzoni dei trovatori, l’epoca della poesia cui si ispira come testo e struttura; quella dei concept album, dove l’idea si sviluppa nell’arco del disco sia per legame letterario che musicale, organismi interi, immaginifici, come Tutti morimmo a stento, La buona novella, Storia di un impiegato; quella etnica, degli album della maturità, iniziata con l’album L’indiano e terminata con capolavori quali Creuza de mä, Le nuvole e Anime salve.
Come già è stato per le rielaborazioni di David Bowie al Festival della Bellezza dello scorso anno, le esibizioni dal vivo di Morgan sono autentiche lezioni spettacolo che nell’esecuzione del modello innestano affascinanti evocazioni e rimandi.
Musica e parola, dunque: talento ed estro visionario innescano un dialogo tra artisti uniti da assonanze esistenziali, spregiudicati e indipendenti, irriverenti giullari e insieme poeti cortesi, anime barocche, come le nuvole, che per una notte si re-incontrano ri-creando la magia di un’emozione poetica senza tempo.