CARRELLO:
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Giocasta: se hai cara la tua vita, non indagare su questo, ascoltami, non farlo
Edipo: non mi convincerai ad ignorare la verità
Giocasta: dico quel che è meglio per te
Edipo: è questo meglio che da tempo mi tormenta

Sofocle

Questa volta lo spazio del teatro eccezionalmente coincide con un luogo altrettanto “sacro”, un tribunale di giustizia. Entrambi questi luoghi mettono in scena conflitti. Il teatro interrogandosi sugli esseri che li agiscono, il tribunale dipanando, o cercando di dipanare, colpe e responsabilità.
In entrambi i luoghi, si cerca disperatamente di raggiungere una possibile verità, in forme poetiche o in forme giuridiche. Nello spazio interno al tribunale di Ancona, una grande agorà, diciassette tra attori e attrici racconteranno quanta determinazione, fatica, dolori e perdite, ma anche soddisfazioni e vittorie sia costata nel tempo l’incessante ricerca, ancor oggi non terminata, della verità sulle tante stragi compiute nel nostro paese.
Parleranno teatralmente soprattutto dei tentativi di depistare, sviare, annullare, a volte uccidendo, a volte infangando, le ricerche e le indagini.
Lo spettacolo sarà un arazzo composito dove più vicende si intrecciano e più linguaggi si mescolano in un flusso comunicativo, senza mai offrire un unico discorso lineare, ma multiformi punti di coagulo del senso, cercando così di cogliere la complessità degli avvenimenti storici di un passato prossimo su cui è indispensabile riflettere per il nostro presente. Marco Baliani