CARRELLO:
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26, 27, 28 febbraio e 1, 2, 3 marzo 2019 / Teatro Nuovo
di Oscar Wilde

con Eros Pagni e Gaia Aprea

regia di Luca De Fusco


Il penultimo appuntamento della rassegna è con SALOMÈ di Oscar Wilde, protagonisti Eros Pagni e Gaia Aprea con la regia di Luca De Fusco. Lo spettacolo è prodotto da due teatri stabili nazionali (quello di Napoli e quello di Genova), dal Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia e dal Teatro Stabile di Verona.
Salomè fu scritta in lingua francese nel 1891 e pubblicata nel 1893. Wilde la scrisse in una lingua che definiva l’unica vera lingua oltre al greco. La lingua francese corrisponde al greco parlato nella Giudea ellenizzata e al greco del Nuovo Testamento. La non profonda padronanza del francese da parte di Wilde servì a dare l’impressione di un tono semitico, soprattutto negli interventi del profeta Iokanaan, che doveva parlare un greco corrotto, per un cosciente disprezzo dell’ellenismo.
«Poche volte – sottolinea Luca De Fusco – si verifica un caso di un titolo tanto noto quanto poco rappresentato. Salomè è un grande archetipo, un simbolo eterno di amore e morte ma la sua versione lirica è comunemente rappresentata mentre il capolavoro di Wilde sembra destinato più alla lettura che alla rappresentazione. In effetti i registri che Wilde usa oscillano tra il drammatico, l’ironico, l’erotico, il grottesco in una miscela che è effettivamente molto ambigua e di difficile rappresentazione proprio per i suoi meriti, ovvero per la sua originalità, che la fa solo in apparenza somigliare ad una tragedia greca mentre in realtà ci troviamo di fronte ad un’opera unica nel genere. È inoltre enigmatica ed inafferrabile la natura della protagonista e il suo desiderio di amore e morte che non trova logiche spiegazioni».
Come Pierfrancesco Favino, sia Eros Pagni che Gaia Aprea sono stati insigniti del premio Maschere del Teatro 2018, lui come miglior attore protagonista e lei come miglior attrice protagonista, entrambi per Sei personaggi in cerca d’autore di Pirandello proposto con grande successo nella scorsa edizione del Grande Teatro.