CART:
0 items

/ Opera
 
Giuseppe Verdi /

 
NABUCCO
 
Dramma lirico in quattro parti
Libretto di Temistocle Solera dal balletto di Antonio Cortesi Nabuccodonosor e dal dramma di Auguste Anicet-Bourgeois, Nabuchodonosor.
Prima rappresentazione: Milano, Teatro alla Scala, 9 marzo 1842.
 
Direttore | Nello Santi
Regia e Scene | Jean Paul Scarpitta
Costumi | Maurizio Millenotti
Coreografie | Giuseppe Picone
Luci | Urs Schönebaum
 
Nabucco Giovanni Meoni
Ismaele Antonello Palombi  / Marco Miglietta
Zaccaria Riccardo Zanellato  / Abramo Rosalen
Abigaille  Anna Pirozzi / Ekaterina Metlova
Fenena, Carmen Topciu / Rossana Rinaldi
Il Gran Sacerdote, Luciano Leoni / Gianluca Breda
Abdallo Antonello Ceron
Anna, Fulvia Mastrobuono
 
 
Allestimento del Teatro dell’Opera di Roma
 
Orchestra, Coro e Corpo di Ballo del Teatro di San Carlo
 
Martedì 9 Ottobre 2018, ore 20.00 - Turno A
Mercoledì 10 Ottobre 2018  ore 18.00 - Turno B
Venerdì 12 Ottobre 2018  ore 20.00 - Turno  C/D
Sabato 13 Ottobre 2018  ore 20 - Turno M
Domenica 14 Ottobre 2018  ore 17.00 - Turno F

 
“Strada facendo mi sentivo indosso una specie di malessere indefinibile, una tristezza somma, un’ambascia che mi gonfiava il cuore!... Rincasai e con un gesto quasi violento, gettai il manoscritto sul tavolo, fermandomici ritto in piedi davanti. Il fascicolo cadendo sul tavolo stesso si era aperto: senza saper come, i miei occhi fissano la pagina che stava a me innanzi, e mi si affaccia questo verso: Và, pensiero, sull’ali dorate. Scorro i versi seguenti e ne ricevo una grande impressione, tanto più che erano quasi una parafrasi della Bibbia, nella cui lettura mi dilettavo sempre. – Leggo un brano, ne leggo due: poi, fermo nel proposito di non scrivere, faccio forza a me stesso, chiudo il fascicolo e me ne vado a letto!... Ma sì… Nabucco mi trottava pel capo!... Il sonno non veniva: mi alzo e leggo il libretto, non una volta, ma due, ma tre, tanto che al mattino si può dire che io sapeva a memoria tutto il libretto di Solera”. Così Giuseppe Verdi racconta il momento in cui Merelli gli chiese di musicare il libretto del Nabucco e il modo in cui le parole di Solera si trasformarono in musica eterna.